Oggi è la giornata mondiale della poesia. Cerco di onorarla traducendo (o meglio, ritoccando una mia recente traduzione di) una delle poesie che mi sono più care, infallibili nella loro economia etica e nel messaggio radicalmenteumano che veicolano, pronunciato con un’inquietudine sorrettada insistenti e laceranti antitesi. Ho cercato, il più possibile, di preservare tanto l’andamento serpentino di Moore, quanto la sua luminosità figurale e la nettezza etica. Ogni consiglio sulla mia traduzione è ovviamente bene accetto. Buona lettura.
What are years?
What is our innocence, what is our guilt? All are naked, none is safe. And whence is courage: the unanswered question, the resolute doubt, — dumbly calling, deafly listening—that in misfortune, even death, encourage others and in its defeat, stirs the soul to be strong? He sees deep and is glad, who accedes to mortality and in his imprisonment rises upon himself as the sea in a chasm, struggling to be free and unable to be, in its surrendering finds its continuing. So he who strongly feels, behaves. The very bird, grown taller as he sings, steels his form straight up. Though he is captive, his mighty singing says, satisfaction is a lowly thing, how pure a thing is joy. This is mortality, this is eternity.
Cosa sono gli anni?
La nostra innocenza qual è, quale la nostra colpa? Ognuno è carne esposta, nessuno è al sicuro. È da qui, dunque, che sorge il coraggio: dalla domanda che non ha avuto risposta, dal dubbio risoluto – sordi nell’ascolto, chiamando muti – che nella sventura e addirittura nella morte gli altri incoraggia e nella sconfitta sussurra all’anima di essere forte? Più a fondo vede, e grato, chi s’accosta alla mortalità e dal suo carcere si solleva su di sé come fa dal baratro il mare in lotta per essere libero senza poterlo essere, e scopre nella resa il suo perseverare. Pertanto agisce bene, chi con forza sente. L’uccello stesso, che cresce e cresce nel suo canto si raddrizza quale barra di metallo. Benché prigioniero, dice il suo canto possente che poca cosa è il soddisfarsi, che pura cosa è la gioia. È questa la mortalità, è questa l’eternità.
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