Da La parzialità dei molti

[Qualche mese fa è uscito il n. 78 della rivista Le voci della luna, in cui un mio poemetto tuttora in progress, La parzialità dei molti, ha ricevuto il primo premio per l’inedito. Come da titolo, l’idea del poemetto è quella di rivendicare una singolarità corale, presentando nel modo più caratterizzato/caratterizzante possibile una galleria diContinue reading “Da La parzialità dei molti”

Insetto come carattere tipografico

Un campo metaforico molto specifico ma non per questo non produttivo è quello che gioca sulla somiglianza visiva fra i caratteri stampati e gli insetti [+ NERO, + PICCOLO, + FORMA LONGILINEA]. Aveva attirato maldestramente anche me (‘refusi di falene’) ma meglio capire come viene gestito dai veri maestri. Queste tre occorrenze, che mi sonoContinue reading “Insetto come carattere tipografico”

Tre (ulteriori) rivelazioni estive

[Questa settimana Formavera ha pubblicato Cinque rivelazioni estive, una sequenza di brevi testi. Qui vi presento il lato B, ovvero tre altre rivelazioni che ho deciso di escludere dal libro futuro. Buona lettura!] 1. C’è qualcosa che brilla e quel qualcosa è l’evidenziatore. Così umettate di splendore le parole tipografiche non possono sbagliare. 2. SottoContinue reading “Tre (ulteriori) rivelazioni estive”

Retroscena d’ufficio

[Oggi propongo il testo centrale di un poemetto ‘impiegatizio’ tentato nel lontano 2006 e lasciato cadere non molto tempo dopo, sia per lo scollamento fra esperienza e scrittura, che allora mi frenava di più, sia per l’effettivo anacronismo del tentativo. Buona lettura, a ogni modo] Retroscena d’ufficio Un bianco neon non innocenza. Uno non unoContinue reading “Retroscena d’ufficio”

Tensione come discrimine fra posa e fedeltà

Se una poesia, di qualsiasi tipo e affiliazione, non contiene un qualche tipo di tensione – nella situazione raffigurata, nelle soluzioni formali, nel dubitare vigorosamente di sé stessa, nello sporcare la bella forma senza idolatrare l’informe, nel mettere mine anche sotto il proprio nichilismo (qualora ci fosse), nel problematizzare la propria fiducia, nel mettersi allaContinue reading “Tensione come discrimine fra posa e fedeltà”

Interrogare i fiorellini

[Oggi una poesia di una decina di anni fa, 2011, e che decisi di escludere da Non di fortuna. Buona lettura] Interrogare i fiorellini Ci saranno meraviglie modeste in Monferrato, lepri con le colline sotto le zampette; a lato dei sentieri, puoi giurarci, ci sarà uno sfilare di fiorellini spiazzanti: io che su loro soContinue reading “Interrogare i fiorellini”

Contro il ‘profumo del caffè’

Se una poetica deve essere fenomenologica, non bastano i referenti concreti o sensoriali; essi devono avere una specificità che faccia pensare alla singolarità del quotidiano, non alla sua schematizzazione. Il fantomatico ”profumo del caffè” sta alla tardissima linea lombarda come i ”muti respiri dell’assoluto” stanno a Rilke. Entrambi i sintagmi, benché agli estremi del continuumContinue reading “Contro il ‘profumo del caffè’”

La conduzione di sé

[Continua la rubrica delle poesie del venerdì, quelle che non vedranno luce in un volume. Oggi propongo un breve testo, piuttosto recente, che in un certo senso si limita a catturare un momento, di per sé triviale ma che forse rivela qualcosa di meno scontato. Buona lettura] Porto, per spegnerlo, il fiammifero alle labbra vorreiContinue reading “La conduzione di sé”

Contro il panottico del macrotesto?

L’idea centrale, la tesi fondante, la coesione, la progettualità in un libro di poesia. Benedetti argini contro il dilettantismo, certo, indici di serietà e impegno, di direzione della propria ricerca, ibridazione con i modi continuati del romanzo e del saggio, prodotto editoriale più solido e spendibile. Ma anche, forse, garanti di una riconoscibilità troppo imprestata,Continue reading “Contro il panottico del macrotesto?”

Il dono della meraviglia

[Propongo oggi una poesia molto ‘ibrida’ e insolita, anche bizzarra, e sicuramente molto diversa nel tono dalla maggior parte delle altre mie cose, nella sua leggerezza quasi da barzelletta o battuta. Anche per questo ho deciso di non inserirla nella già abbastanza eterogenea raccolta futura. Non escludo di magari provare a riscriverla per amalgamarla aContinue reading “Il dono della meraviglia”

Poesie del sottobosco: un test diagnostico

Non occorre andare a funghi per imbattersi nelle famigerate ‘poesie del sottobosco’ – basta scorrere la propria facebook homepage. Se non ne vedete o siete voi stessi autori delle stesse, oppure siete più selettivi del sottoscritto nell’accettazione delle amicizie. Per non rendere tali poesie del tutto inutili, propongo un semplice gioco/esperimento di natura deduttiva (unoContinue reading “Poesie del sottobosco: un test diagnostico”

Focus descrittivo ed empatia; su un passo di Bertolucci

[NB. Questa riflessione, risalente a un paio di anni fa, si è poi espansa in uno studio accademico, leggibile e scaricabile qui] Premesso (è ovvio) che molte sono le strategie testuali e stilistiche potenzialmente fruttuose in poesia, e che occorre tenere la mente aperta al diverso, è pur tuttavia vero che ciò che sembra spessoContinue reading “Focus descrittivo ed empatia; su un passo di Bertolucci”

Se non c’è direzione

[Continuano i venerdì delle poesie ‘minori’, d’archivio o declassate. Questa doveva aprire la mia terza raccolta, tuttora inedita, Doveri di una costruzione, ma poi ho deciso di rinunciarvi. Inizialmente la poesia era composta di haiku inanellati, poi trasformati in distici. Buona lettura] Se non c’è direzione     Corriera, wifi a strappi. Fanno impressione queiContinue reading “Se non c’è direzione”