Interrogare i fiorellini

[Oggi una poesia di una decina di anni fa, 2011, e che decisi di escludere da Non di fortuna. Buona lettura] Interrogare i fiorellini Ci saranno meraviglie modeste in Monferrato, lepri con le colline sotto le zampette; a lato dei sentieri, puoi giurarci, ci sarà uno sfilare di fiorellini spiazzanti: io che su loro soContinue reading “Interrogare i fiorellini”

Contro il ‘profumo del caffè’

Se una poetica deve essere fenomenologica, non bastano i referenti concreti o sensoriali; essi devono avere una specificità che faccia pensare alla singolarità del quotidiano, non alla sua schematizzazione. Il fantomatico ”profumo del caffè” sta alla tardissima linea lombarda come i ”muti respiri dell’assoluto” stanno a Rilke. Entrambi i sintagmi, benché agli estremi del continuumContinue reading “Contro il ‘profumo del caffè’”

La conduzione di sé

[Continua la rubrica delle poesie del venerdì, quelle che non vedranno luce in un volume. Oggi propongo un breve testo, piuttosto recente, che in un certo senso si limita a catturare un momento, di per sé triviale ma che forse rivela qualcosa di meno scontato. Buona lettura] Porto, per spegnerlo, il fiammifero alle labbra vorreiContinue reading “La conduzione di sé”

Contro il panottico del macrotesto?

L’idea centrale, la tesi fondante, la coesione, la progettualità in un libro di poesia. Benedetti argini contro il dilettantismo, certo, indici di serietà e impegno, di direzione della propria ricerca, ibridazione con i modi continuati del romanzo e del saggio, prodotto editoriale più solido e spendibile. Ma anche, forse, garanti di una riconoscibilità troppo imprestata,Continue reading “Contro il panottico del macrotesto?”

Il dono della meraviglia

[Propongo oggi una poesia molto ‘ibrida’ e insolita, anche bizzarra, e sicuramente molto diversa nel tono dalla maggior parte delle altre mie cose, nella sua leggerezza quasi da barzelletta o battuta. Anche per questo ho deciso di non inserirla nella già abbastanza eterogenea raccolta futura. Non escludo di magari provare a riscriverla per amalgamarla aContinue reading “Il dono della meraviglia”

Poesie del sottobosco: un test diagnostico

Non occorre andare a funghi per imbattersi nelle famigerate ‘poesie del sottobosco’ – basta scorrere la propria facebook homepage. Se non ne vedete o siete voi stessi autori delle stesse, oppure siete più selettivi del sottoscritto nell’accettazione delle amicizie. Per non rendere tali poesie del tutto inutili, propongo un semplice gioco/esperimento di natura deduttiva (unoContinue reading “Poesie del sottobosco: un test diagnostico”

Focus descrittivo ed empatia; su un passo di Bertolucci

[NB. Questa riflessione, risalente a un paio di anni fa, si è poi espansa in uno studio accademico, leggibile e scaricabile qui] Premesso (è ovvio) che molte sono le strategie testuali e stilistiche potenzialmente fruttuose in poesia, e che occorre tenere la mente aperta al diverso, è pur tuttavia vero che ciò che sembra spessoContinue reading “Focus descrittivo ed empatia; su un passo di Bertolucci”

Se non c’è direzione

[Continuano i venerdì delle poesie ‘minori’, d’archivio o declassate. Questa doveva aprire la mia terza raccolta, tuttora inedita, Doveri di una costruzione, ma poi ho deciso di rinunciarvi. Inizialmente la poesia era composta di haiku inanellati, poi trasformati in distici. Buona lettura] Se non c’è direzione     Corriera, wifi a strappi. Fanno impressione queiContinue reading “Se non c’è direzione”

Analisi di The Hill We Climb, di Amanda Gorman

[Post originariamente pubblicato su facebook il 21 gennaio, all’indomani dell’insediamento di Joe Biden. La mia analisi è soprattutto di ordine stilistico, e cerca di capire la relazione tra forma e immediato contesto di ricezione. Per un taglio più culturalista e contestuale, vi invito prima a leggere le belle riflessioni sul sito di Marco Bini sulloContinue reading “Analisi di The Hill We Climb, di Amanda Gorman”

Incapace di tacere la visione (dialogo-intervista con Roberto Minardi)

Due giorni fa (30/01/21) si è tenuto un dialogo tra me e Roberto Minardi incentrato sul suo ultimo libro, Concerto per l’inizio del secolo (Arcipelago Itaca 2020), seguito dalle domande del pubblico. L’evento ha visto la collaborazione dell’ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere) Euroest e dell’Istituto Italiano di Cultura di Vilnius. La gestione tecnica èContinue reading “Incapace di tacere la visione (dialogo-intervista con Roberto Minardi)”

Lei non parlava

[Da oggi, ogni venerdì, pubblicherò mie poesie che ho escluso dai volumi precedenti o che escluderò dai successivi – penso che dopotutto anche alle poesie ‘minori’ o che non trovano una collocazione nel macrotesto vada data la chance di trovare il proprio lettore. La poesia qui sotto era inizialmente in Doveri di una costruzione, maContinue reading “Lei non parlava”

Su un verso di Luzi

Mentre si parla, si è parlato e si parlerà delle sorti della poesia, del sistema poesia, io voglio rintanarmi nell’atomo compositivo. Ci si ricorda a volte di poesie intere, ma più spesso sono frammenti che s’incastonano nella memoria. Così per qualche motivo mi torna spesso in mente un verso di Mario Luzi, “entri nei mieiContinue reading “Su un verso di Luzi”

CORO+MISCHIATO: su una collocazione de-linearizzata in Dante e De Angelis

Secondo la teoria semiotica di Riffaterre (che l’illustra doverosamente), l’intertestualità in poesia si dà spesso in forma de-linearizzata, per cui gli stessi elementi lessicali (e dunque concettuali) possono trasmettersi in combinazione anche se in strutture sintattiche diverse, come se sparigliate dal poeta che altera l’intertesto senza però cancellarlo completamente. E’ il caso della combinazione CORO+MISCHIATO,Continue reading “CORO+MISCHIATO: su una collocazione de-linearizzata in Dante e De Angelis”

Aggettivazione in poesia

[Questo post, apparso inizialmente su Facebook, è stato ripreso e citato da Gilda Policastro, che ringrazio di cuore, nella rubrica La bottega di poesia de La Repubblica] L’aggettivazione in poesia oggi tende a essere sconsigliata, probabilmente perché pesa ancora la dottrina modernista (poundiana) che punta alla cosa in quanto tale, e quindi privilegia la minoreContinue reading “Aggettivazione in poesia”

Nebbia come animale aggressivo

In una tra le molte belle canzoni di Ivano Fossati (Il pilota), a un certo punto si dice: con la nebbia di Milano che gli morsica il culo per allegria I. Fossati, Il pilota L’immagine della nebbia come persona o animale aggressivo, che morsica il culo al velivolo, a prima vista sembrerebbe controintuitiva – laContinue reading “Nebbia come animale aggressivo”